Zanzibar: l’isola delle spezie

Zanzibar

Zanzibar…

Zanzibar è un arcipelago costituito dall’isola principale Unguja (chiamata semplicemente Zanzibar), Pemba, Mafia e altre isole minori, un angolo di paradiso nell’Oceano Indiano, facente parte della Tanzania, le cui coste distano circa 30 km, e rappresenta una delle mete turistiche più gettonate per il mare e il relax. Ma è anche uno dei luoghi più significativi della cultura swahili, poichè incrocio di culture arabe, indiane, persiane, bantu, ricco di storia grazie alla sua capitale Stone Town (chiamata anche la Città di Pietra), dichiarata patrimonio dell’umanità Unesco.

Zanzibar

Scorcio con bassa marea

Il clima di Zanzibar si può dividere in 4 stagioni: una stagione di piogge abbondanti (da marzo a maggio); una secca tra giugno e settembre (il loro inverno); una stagione detta delle piccole piogge (ottobre e novembre); la stagione calda e afosa tra dicembre e febbraio. Sono andata con mio marito e mia suocera, (compagna di viaggi importanti come il Giappone o il Perù) nel settembre 2016, mese ideale per non soffrire troppo il caldo: le temperature erano elevate di giorno ma stemperate da un discreto venticello, soprattutto la sera.

Zanzibar

Di fronte al mare la felicità è un’idea semplice…

Zanzibar è famosa per i panorami caratterizzati dall’alternarsi delle maree ogni 6 ore circa. Se si preferisce fare il bagno tutto il giorno, come in altre località di mare nel mondo, è da prediligere la zona a nord denominata Nungwi, e la vicina Kendwa, entrambe molto turistiche e caratterizzate da ristorantini e bar lungo la spiaggia.

Zanzibar

Mentre sale la marea si formano atolli straordinari…

Il fenomeno è invece più evidente lungo tutta la parte est dell’isola, Kiwengwa, Matemwe, Jambiani, Pwani, con altrettanti villaggi turistici, e a Paje, famosa anche per la possibilità di praticare sport acquatici e per la coltivazione delle alghe rosse da parte delle donne.

Zanzibar

Donne che rientrano a casa a Zanzibar

Zanzibar

La popolazione sorridente di Zanzibar…

Tramite Haraka Viaggi prenoto il Karafuu Beach Resort & Spa, ottimo hotel a Pingwe, con una bellissima spiaggia soggetta allo spettacolo delle maree, ma che grazie ad una passerella sul mare permette ad ogni ora di poter fare il bagno, raggiungendo atolli cristallini distanti circa 200 metri. I guardiani degli hotel sono i guerrieri masai, che arrivano dalla vicina Tanzania, con i quali è possibile chiacchierare o comprare oggetti della loro cultura.

Stone Town

Masai

Zanzibar

Scorcio dal Karafuu

Sulle spiagge di Zanzibar si ritrovano gli amati/odiati beach boys già visti in Kenya: ragazzi del posto che per vivere offrono escursioni, gite in barca, vestiti, oggetti, a prezzi concorrenziali rispetto a ciò che offrono negozi o hotel. Noi ci siamo affidati a loro e siamo stati benissimo. Possono essere insistenti all’inizio, ma se si prendono per il verso giusto, donano un valore aggiunto alla vacanza grazie alle loro storie e alla loro amicizia. Davanti al nostro hotel erano in misura minore rispetto ad altri villaggi molto più turistici.

Zanzibar

Alcuni Masai nel nostro resort, grazie a loro abbiamo dormito tranquilli…

Karafuu Zanzibar

Con i guerrieri Masai

Con una breve passeggiata dal nostro hotel, raggiungiamo un paio di volte il mitico ristorante The Rock, che desideravamo provare da qualche anno. Si mangia divinamente sul mare, la cucina è quella di un ottimo ristorante europeo con materie prime zanzibarine (pesce fresco, vaniglia, cocco, cannella…), quindi un mix che consiglio di provare. Sorge su una roccia in mezzo al mare: con la bassa marea si raggiunge comodamente a piedi, mentre dopo pranzo per raggiungere nuovamente la spiaggia, utilizziamo una barca privata dell’hotel a disposizione dei suoi clienti.

Zanzibar The Rock

The Rock, ristorante raggiungibile a piedi con la bassa marea…

Zanzibar

The Rock con alta marea, raggiungibile in barca

Zanzibar The Rock

Panorama dal terrazzo del ristorante “The Rock” con bassa marea

Zanzibar

The Rock con la marea che sta salendo pian piano..

Andiamo al villaggio vicino per portare abiti, quaderni, giocattoli, scarpe… tutto può servire ad adulti e bambini ed in questi viaggi ci si accorge veramente di quante cose abbiamo a casa che non ci servono veramente…

Zanzibar

La tv comune al villaggio zanzibarino

Zanzibar non è solo mare, si può visitare la capitale Stone Town, gioiello architettonico, dove si trovano il Palazzo del Sultano, la Casa delle Meraviglie e poco fuori, i Bagni Persiani.

Zanzibar

Chiesa anglicana, con monumento che raffigura gli schiavi

Qui abbiamo visitato il luogo dove si svolgeva il mercato degli schiavi, importante per conoscere la vera storia dell’isola, la chiesa anglicana e le celle dove venivano ammassati i prigionieri, per poi proseguire per il mercato Darajani (di frutta, pesce e carne) che offre uno spaccato reale della vita degli zanzibarini: abbiamo anche assistito a un’asta del pesce.

Zanzibar Stone Town

Al mercato a Stone Town

Zanzibar

Mercato a Stone Town

Inoltre, è stupendo girare per i vicoli di questa città con le caratteristiche porte intarsiate (oltre 500!), le vecchie botteghe e i balconcini di legno, anche se purtroppo i palazzi che li ospitano sono trasandati e lasciati all’incuria.

Zanzibar

Una delle porte intarsiate di Stone Town

Ma Zanzibar è nota anche per aver dato i natali al grande Freddie Mercury. Fermata d’obbligo per tutti i turisti, è la casa dove sembra sia vissuto e abbia passato i primi anni della sua infanzia.

Zanzibar

L’entrata della casa dove visse Freddie Mercury

Ai Giardini Forodhani, davanti al Palazzo delle Meraviglie, è possibile assaggiare specialità locali in un vasto street food che ha luogo ogni sera, con fritto di pesce e piatti alla griglia, dove si incontrano residenti, turisti e viaggiatori zaino in spalla. Uno dei piatti più tipici è il polpo cucinato con latte di cocco, patate e spezie, senza dimenticare il piatto nazionale dell’intera Tanzania: l’ugali, una polenta a base di manioca. Di fronte si trova la fortezza vecchia (Old Fort), costruita dagli omaniti per difendersi dagli attacchi dei portoghesi nel XVII secolo.

Stone Town

In giro per Stone Town

Un’altra escursione interessante è quella alla foresta Jozani, dove si possono vedere i Colobi rossi, scimmiette presenti solo a Zanzibar e in via d’estinzione.

Zanzibar Jozani

Le scimmiette rosse Colobo

Un altro classico per i turisti è il Tour delle spezie, molto interessante per conoscere le varie spezie e piante come cannella, noce moscata, zenzero, curcuma, vaniglia e chiodi di garofano, di cui è il maggior produttore mondiale. Per questo, Zanzibar è chiamata anche l’Isola delle Spezie. Le guide sono simpaticissime, davanti ad ogni pianta spiegano bene il ciclo vitale e le proprietà curative di ogni spezia, oltre a farla assaggiare, ci hanno annodato con le foglie dei bellissimi copricapi, collane e bracciali. Ottimi in tutta l’isola, i tè a base di spezie.

Zanzibar spezie

Con i ragazzi del tour delle spezie

Ma la gita imperdibile per gli amanti del mare è quella in barca verso la famosa lingua di sabbia di Nakupenda: quando si arriva l’isoletta è in grado di ospitare parecchie persone, si può fare il bagno mentre i nostri accompagnatori preparano la classica grigliata di pesce fresco per pranzare seduti sulla sabbia. Per me resta sempre la giornata più bella quando vado in vacanza in luoghi tropicali, da Cayo Largo alla Polinesia Francese, perchè amo mangiare pesce fresco a due metri dal mare.

Zanzibar lingua di sabbia

L’isola era molto più larga un paio di ore prima…qui la lingua di sabbia sta sparendo inghiottita dal mare…

Col passare delle ore e l’avanzare dell’alta marea, è straordinario vedere il mare mangiare pian piano la terra e la sabbia: siamo costretti a spostare continuamente il nostro asciugamano, finchè non resta altro da fare che tornare sulla barca e andare via.

Zanzibar lingua di sabbia

Correndo libera a Nakupenda…

Zanzibar

Nakupenda

Si prosegue per Prison Island, dove in passato venivano rinchiusi gli schiavi e le persone malate. Oggi si visitano le rovine, si può fare snorkeling ed osservare stelle marine di tutti i colori. L’isola è diventata una riserva naturale per testuggini giganti, originarie di Aldabra, Seychelles. A La Digue mi sono però sembrate più curate, girano libere per l’isola. Credo che vengano tenute qui più che altro per turismo, come accade anche a Mauritius.

Zanzibar Prison Island

Prison Island

Dopo essere stati alle isole Galapagos, dove i ranger vietano ai turisti di toccare gli animali e le tartarughe giganti, e guai a sgarrare o avvicinarsi oltre i 3 metri, non riesco più a far finta di niente nel vedere gli animali presi d’assalto dai turisti.

Zanzibar tartarughe

Le mitiche tartarughe giganti, provenienti dalle Seychelles: io per rispetto non le ho toccate…

Zanzibar tartarughe giganti

Simpaticissima questa tartarugona a Prison Island!

Non ci sono vaccinazioni obbligatorie, ma è sempre meglio informarsi presso la propria ASL, perchè si tratta di un paese africano e il rischio malaria è tutt’ora presente. Noi abbiamo scelto di non effettuare la profilassi poichè siamo andati  nella stagione più secca e lontana dalle piogge, ma è una scelta personale, sempre dopo essersi ben informati presso medici e ufficio di igiene. Per quanto riguarda il volo, abbiamo preso un diretto di circa 10 ore con sosta in Egitto e sosta in Kenya.

Zanzibar

Paradiso…

A soli sei mesi dal mio viaggio alle Maldive, che resta uno dei luoghi più belli al mondo in cui sia stata, ho realizzato un altro piccolo sogno: vedere e vivere il paradiso di Zanzibar…

Zanzibar

Zanzibar con la bassa marea

Zanzibar

La marea sta salendo pian piano…

Zanzibar alta marea

Zanzibar con l’alta marea…

15 risposte a “Zanzibar: l’isola delle spezie

  1. Pingback: Quando andare dove? Viaggi per ogni mese dell’anno | Il Passaporto di Gio·

  2. Pingback: Malaria, precauzioni e profilassi | Il Passaporto di Gio·

  3. ciao Giorgia. Un bel reportage, complimenti davvero per foto e particolari dettagli! Zanzibar vorrebbe essere la nostra meta per una settimana dopo la metà di agosto, il solo periodo in cui siamo costretti a viaggiare per ovvie ragioni….a parte la fine di dicembre o l’inizio di gennaio.Ci hanno proposto un resort molto bello sulla parte est, ma quando leggo in rete delle maree mi scoraggio un pò… alcuni amici dicono che imbruttiscono un pò tutto. Cosa ne pensi tu? Visto che sei stata alle Maldive e mi parlano di Zanzibar come il mare più bello per lo snorkeling dopo le Maldive, mi piacerebbe conoscere il tuo parere 🙂 Grazie !!!!

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    • Ciao! Grazie per le tue belle parole! Zanzibar è molto bella se vai per fare snorkeling, ma imparagonabile alle Maldive, alle Seychelles o ad altre zone dell’Oceano Pacifico, secondo me… Per quanto riguarda le spiagge invece, se vai sulla parte est effettivamente la marea può precluderti l’accesso in mare per diverse ore quando è bassa, però è proprio il panorama classico e tipico di questa isola, caratterizzata dall’affascinante alternarsi delle maree…Dal nostro resort potevamo accedere sempre al mare perchè hanno costruito un pontile per accedervi in caso di bassa marea (quasi in stile Mar Rosso per intenderci…), ma nella maggior parte dei villaggi non è così. Se vuoi poter far mare quasi tutto il giorno, devi concentrarti sulla parte nord dell’isola, a Nungwi e Kendwa, meno soggetta al gioco delle maree. Anche io conosco persone che sono tornate deluse dal mare di Zanzibar, per quanto riguarda la vita di spiaggia sicuramente sono migliori altre mete.

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      • Ciao Giorgia. Ma grazie a te!! Capito bene tutto…..ma la sera è possibile trovare barettini o ristorantini che non siano all’interno della struttura dove si alloggia? Mi dicono che al nord c’è qualcosa….poco però! Grazie davvero per le tue preziose informazioni🙂

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      • Come ti hanno detto, c’è qualche localino al Nord…non è il luogo dove uscire la sera e fare chissà cosa…noi ci godevamo lo spettacolo al resort, magari un ballo e crollavamo! Però merita il ristorante The Rock!

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      • Al nord, fuori dalle strutture, mi dicono che si può trovare qualche bar e ristorante dove trascorrere la serata, soprattutto nella zona di Kendwa.
        The Rock : foto stupenda e immagino meriti…..grazie Giorgia, gentilissima!

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