Vilnius, capitale barocca

Le tre Repubbliche Baltiche, situate sul Mar Baltico, mi incuriosivano da qualche anno, per la loro triste storia di dominazioni sovietiche e tedesche, e per l’orgoglio patriottico dei loro popoli, che tuttora aspirano a mantenere la loro indipendenza. Essendo piccole nazioni, spesso si visitano durante un unico viaggio e ho fatto così anche io, nonostante siano numerosi i luoghi da visitare e le tre culture siano in realtà molto diverse tra loro. Decido di concentrarmi soprattutto sulle loro capitali e dintorni, nell’agosto 2017, organizzando con Otto e Mezzo Viaggi.

Vilnius Radisson Blu

Panorama di Vilnius dallo Sky Bar del Radisson Blu Lietuva

Il viaggio inizia dalla Lituania, la più meridionale e vicina a noi (confina con la Polonia): delle tre è quella con il territorio più pianeggiante, costellato di laghi e boschi, la più religiosa, sicuramente la più economica e quella in cui abbiamo trovato un clima caldo, estivo come in Italia. Sono vari i motivi di richiamo, dai paesaggi della Penisola Curlandese fino alla Collina delle Croci o al fiabesco castello di Trakai (qui troviamo ancora la piccola comunità etnica dei caraiti, una minoranza turca), da città come Kaunas (prima tappa del nostro viaggio) e Klaipeda, fino alla splendida Vilnius, la capitale.

Collina di Gediminas

Alle mie spalle, la collina di Gediminas

La Perla del Baltico, divisa in Città Vecchia (Senamiestis) e Città Nuova, è Vilnius, il cui centro storico è tra i migliori in Europa come stato di conservazione ed è iscritto tra i siti del patrimonio dell’umanità dell’Unesco proprio per l’alta concentrazione di opere d’arte, edifici e chiese in stile rinascimentale, ma soprattutto, barocco. Passeggiando per le sue vie sembra di tornare indietro nel tempo! La città è bagnata dai fiumi Neris e Vilnia e passò dalle mani sovietiche a quelle naziste, per tornare tristemente inglobata nei territori russi. Nel 1991, con la caduta dell’Impero Sovietico, la Lituania ottenne finalmente l’indipendenza e venne proclamata Vilnius come sua capitale.

Vilnius Gediminas

Vilnius, sullo sfondo la collina di Gediminas

La città fu fondata sulla collina di Gediminas, dalla quale oggi si gode di una splendida vista, dove si trovano i resti del Castello (una sola torre) e un museo. Sulla torre svetta la bandiera lituana, di grande importanza simbolica dopo tutte le invasioni subite. Altri punti panoramici sono la Collina delle Tre Croci, la Torre della Televisione appena fuori città e lo Sky Bar dell’hotel dove soggiornavamo noi (il Radisson Blu Lietuva).

Il cuore di Vilnius è la Via Pilies, un susseguirsi di scorci unici ma anche di ristorantini e negozietti, e le due piazze principali: quella della Cattedrale e quella del Municipio. La Cattedrale, con la seicentesca Cappella di San Casimiro, si ritiene sia stata il primo luogo di culto consacrato al cattolicesimo; molto particolare il Campanile, uno degli edifici più alti della città, staccato dalla Cattedrale stessa. Tra i due si trova la Stebuklas, una pietra che secondo la leggenda esaudisce un desiderio se si gira tre volte su di essa.

Vilnius Lituania

Piazza della Cattedrale

Perdersi per le vie della Città Vecchia è piacevole, visitando le tante chiese che spuntano da cortili nascosti e viuzze acciottolate: la più bella è forse la Chiesa di Sant’Anna in stile gotico, che sorge accanto all’altra imponente Chiesa, quella di San Bernardino, con monastero annesso, tra i più importanti edifici sacri di Vilnius.

Chiesa di Sant'Anna

La Chiesa di Sant’Anna e quella di San Bernardino

Vilnius ghetto ebraico

Per le stradine di Vilnius (ex ghetto ebraico)

La Chiesa barocca più antica della città è quella di San Casimiro, mentre quella di San Nicola è la più antica della Lituania; nella Chiesa dei Santi Giovanni si trova la torre campanaria, la struttura più alta della città. Ma quella che mi ha colpito maggiormente, è la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, il cui interno è una profusione di decori scultorei barocchi. Ma tante altre ancora sono le chiese che merita visitare e nelle quali vi imbatterete passeggiando per il centro storico. La Lituania è oggi infatti una nazione con una forte identità cattolica, ma in realtà fu l’ultimo territorio pagano in Europa, venne convertito al cattolicesimo solamente nel 1413. In città sono numerosi anche i musei, come quello Nazionale della Lituania, la Pinacoteca di Vilnius e il Museo-Galleria dell’Ambra (l’oro del Baltico).

Vilnius barocca

La Chiesa barocca dei Santi Pietro e Paolo

La Porta dell’Aurora è l’unica delle 5 esistenti arrivata fino ai giorni nostri e ospita una cappella nella quale è custodito un dipinto miracoloso della Vergine, meta di pellegrinaggio da tutta Europa. Facciamo una passeggiata anche nella Vilnius ebraica: la città era chiamata la Gerusalemme del Nord per la presenza importante del popolo ebraico, fino a che i nazisti costruirono il Grande Ghetto e il Piccolo Ghetto, che portarono allo sterminio finale.

Per chi fosse interessato, merita una visita il toccante Museo delle Vittime del Genocidio, che s trova nella parte moderna di Vilnius dove il KGB prima, e i nazisti in seguito, avevano il loro quartier generale. Si possono visitare le celle dei detenuti e delle esecuzioni capitali. All’esterno sono presenti alcune targhe in ricordo dei caduti durante la repressione sovietica. Proprio per questo, oltre alla sua singolare bellezza, Vilnius colpisce anche per la storia di orrore, di soprusi e di genocidi subiti dai lituani.

Vilnius

Alle mie spalle, la Porta dell’Aurora con il dipinto della Vergine

Imperdibile anche l’Università di Vilnius con i suoi 13 cortili, delimitati da splendidi edifici, la Chiesa dei Santi Giovanni e il Cortile dell’Osservatorio Astronomico. Più a nord, il Palazzo dei Granduchi di Lituania, sontuoso palazzo barocco oggi visitabile.

Nel cuore di Vilnius merita una visita la Repubblica Indipendente di Uzupis, che come idea potrebbe ricordare la Christiania di Copenhagen, ma non è certo nota per le droghe leggere! Artisti e sognatori hanno creato questo quartiere alla moda, con tanto di costituzione con 41 articoli, un presidente, un inno e una festa che cade il 1 aprile: in questo giorno gli abitanti festeggiano intorno alla statua con l’Angelo di Uzupis. Durante l’anno si tengono mostre e festival.

Uzupis Lituania Vilnius

Repubblica di Uzupis

Uzupis Angelo a Vilnius

L’Angelo di Uzupis

Cosa si deve assolutamente assaggiare in Lituania? Le zuppe sono onnipresenti, anche perchè durante l’anno le temperature sono molto basse; in estate è imperdibile la zuppa di barbabietole (saltibarsciai), dall’acceso colore rosa, servita fredda con yogurt, cetrioli e uovo sodo all’interno, e un piattino di patate bollite a parte da intingere: una vera golosità! Altra specialità da non perdere sono il kugelis (sformato di patate e carote) e i cepelinai (zeppelin, chiamati così proprio perchè la loro forma ricorda i dirigibili): con uno o due sarete già sazi, sono gnocchi (giganti!) di patate, solitamente ripieni di carne macinata con pancetta croccante posta sopra (questa ricetta mi ricorda gli halusky mangiati un paio di mesi prima a Bratislava!) La carne si mangia tantissimo, soprattutto selvaggina, abbinata a marmellate gustose di mirtilli e frutti di bosco, di cui i boschi lituani sono pieni zeppi (così come di funghi). La marinatura si usa abbondantemente nel pesce, specie con l’aringa. Da non perdere le pasticcerie!

Cepelinai (zeppelin)

Cepelinai in un ristorante (a Kaunas)

Selvaggina a Vilnius

Ristorante lituano: per me selvaggina con marmellata di mirtilli e per mio marito selezione di ottimi formaggi!

E’ un peccato che una città come Vilnius non sia ancora annoverata tra le mete imperdibili, perchè è di una rara bellezza e a noi piacerebbe tornare, per visitarla con più calma e perderci ancora tra le sue vie. Il nostro viaggio a questo punto procede verso il luogo di pellegrinaggio della Collina delle Croci, per poi dirigerci verso un’altra stupenda capitale che mi è entrata nel cuore, quella della Lettonia: la superba Riga! E terminare il viaggio a Tallinn, vero gioiello medievale e Helsinki, capitale della Finlandia.

5 risposte a “Vilnius, capitale barocca

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