Castell’Arquato, Città d’arte

Panorama a Castell'Arquato

Castell’Arquato

Sono tanti i borghi italiani che porto nel cuore, come Grazzano Visconti o il Ricetto di Candelo, le stupende Volterra, Alberobello o Spello…e anche Castell’Arquato. Arroccato su una collina, domina il panorama circostante e si trova in posizione strategica tra Piacenza a Parma.

Partendo dal paese basso, si sale in un tripudio di monumenti rimasti intatti, il Torrione Farnese, rimasto incompiuto, il Palazzo del Duca con la Fontana omonima ancora in funzione, e la Rocca Viscontea, voluta da Luchino Visconti.

Qui ci si trova nella splendida Piazza Monumentale, con la Collegiata romanica e il Palazzo del Podestà.

Castell'Arquato

Palazzo del Podestà

La Collegiata, già esistente nel 758, è una chiesa dedicata a Maria Assunta, ricostruita dopo il terremoto del 1117 e consacrata nel 1122. La facciata è semplice e modesta, splendido il gioco volumetrico delle 4 absidi che si affacciano sulla piazza del Municipio. All’interno possiamo osservare sculture, lastre scolpite e capitelli; nella quarta abside, il fonte battesimale in pietra. Le cappelle sono dedicate a Santa Caterina d’Alessandria (edificata ai primordi del 400 ma i cui affreschi si scopriranno solo nel 1899!) e in stile barocco, quella più recente (1633), al patrono del Borgo: San Giuseppe. C’è anche un chiostro trecentesco e il Museo della Collegiata, con una rassegna di opere d’arte.

Il mastio rettangolare del Palazzo del Podestà è stato costruito nel 1292, si sono poi aggiunti nei secoli i corpi successivi, come la Loggetta dei Notari, e la scalinata esterna venne munita di parapetto solo in seguito.

Nel 1342 venne fatta costruire la cinta muraria dal Duca di Milano Azzo Visconti, che circondava tutti i quartieri: oggi non ne resta molto, se non due delle 4 porte.

Panorama da Castell'Arquato

Panorama da Castell’Arquato

Oltre ai monumenti, è bello passeggiare per i vicoli acciottolati di questo borgo, la natura si mescola con il tufo, i campanili e le antiche case e ovunque si percepisce ancora lo spirito del Medioevo.

Prima di andare via, merita assaggiare gli anolini in brodo, ripieni di grana padano, e gli ottimi salumi.

Torno sempre con piacere in questo borgo, a distanza di qualche anno: sono infatti appassionata sia di metropoli modernissime, che di borghi medievali caratteristici. Due estremi opposti che mi affascinano, l’antico e il moderno.

Castell'Arquato panorama

Castell’Arquato (foto presa da www.turismo.it)

 

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